Raccolta articoli dal 29/01/2015 al 4/02/2015

 (30-01-2015) “Istat: disoccupazione in calo, anche per i giovani. Renzi: “E’ solo l’inizio”. Ripresa economica in vista” – Tiscali:ecomomia – http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/15/01/30/dati_istat_disoccupazione.html – “Il tasso di disoccupazione a dicembre risulta in forte calo, scendendo al 12,9%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali su novembre. Lo rileva l’Istat nelle stime, spiegando come si tratti del “primo segnale di contrazione” dopo “un periodo di crescita che si è protratto nella seconda metà dell’anno”. E’ il valore più basso da settembre. Segnali incoraggianti anche per quella giovanile dei 15-24enni che sempre a dicembre ha segnato una decisa riduzione, calando al 42%, il valore più basso da dicembre del 2013, quindi da un anno” , “”L’aumento dell’occupazione di 93.000 unità” a dicembre sul mese precedente “è sicuramente una bella notizia” ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Oggi – ha proseguito – siamo di fronte ad uno scenario diverso, i primi mesi del 2015 potranno segnare una svolta”, tra sgravi assunzioni e Jobs act”

(30-01-2015) “Visco: “la crisi rischia di lasciare un segno permanente sulla nostra economia”  –  http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ignazio-visco-economia-italia-disoccupazione-giovanile-ba7d3af2-ad88-4b3a-92b9-427ff1d890d9.html – RaiNews – http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ignazio-visco-economia-italia-disoccupazione-giovanile-ba7d3af2-ad88-4b3a-92b9-427ff1d890d9.html – “mentre i dati istat usciti oggi raccontano di un’italia under 35 dove il 42% non ha lavoro, visco ne guarda le conseguenze a lungo termine: “la disoccupazione giovanile – ha aggiunto Visco – è anch`essa più che raddoppiata: su 100 giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che hanno o ricercano un lavoro, oltre 40 non riescono a trovarlo e questo, spiega, avrà conseguenze sul piano economico ma anche sociale, ridurrà il capitale umano potenziale del sistema-paese””

(30-01-2015) “Diversity management Lab (Sda Bocconi) – Gestire la diversità? Tutti ne parlano, ma solo il 21% delle aziende (grandi) lo fa” – Il Sole 24ore –  http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2015/01/Diversity-apre-29012015.php?uuid=98dc21ca-a7c5-11e4-818d-26043cd4a3dc  – “E dire che il tema della gestione e della valorizzazione delle diversità degli individui – tutte: genere, età, etnia e cultura, orientamento sessuale, disabilità – é planato sui tavoli delle direzioni Hr ormai una trentina di anni fa, prima negli Stati Uniti e poi via via nel resto del mondo Tanto è vero che, secondo varie fonti di studio citate ieri, il tasso di adozione di politiche e azioni pro diversity nell’Unione Europa era già del 48% nel 2005 e del 39,4% nelle imprese tedesche dieci anni fa. Si tratta di una tendenza irreversibile da affrontare «e gestire per evitare di esserne travolti, e di perdere il confronto con gli altri Paesi anche in termini di competitività»”

(30-01-2015) “I sussidi per la disoccupazione ai tempi del governo Renzi”  – http://www.internazionale.it/opinione/marta-fana/2015/01/29/i-sussidi-per-la-disoccupazione-ai-tempi-del-governo-renzi – “Proprio il governo, un mese fa, segnalava come fossero ancora 274 i “provvedimenti da emanare”. Il primo decreto, in particolare, interviene proprio su quello che era stato definito “il primo tentativo d’insieme, deliberato, coraggioso e consapevole, di contrastare le due grandi distorsioni” del welfare all’italiana. Le due distorsioni sarebbero: una distorsione funzionale, che favorisce la vecchiaia rispetto ad altri “rischi” (in primis la disoccupazione), e una distributiva, “a favore degli occupati/insider”. Nell’analizzare la nuova disciplina dell’Aspi, dunque, ci sembra utile fare qualche passo indietro, e capire perché una riforma – quella della Fornero – nata sotto il segno del “Fate presto!” sia invecchiata così velocemente, lasciando sul terreno più macerie di quante abbia contribuito a rimuoverne”

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