Garanzia Giovani: risultati deludenti per i giovani italiani

Contributo di Pamela Preschern per Giovani Italiani Bruxelles

Lo scorso 10 dicembre sono stati pubblicati i risultati del primo sondaggio sul Piano ‘Garanzia Giovani’ condotto a livello nazionale dai ’Associazione ADAPT  e dal giornale online ‘Repubblica degli stagisti’ cui Giovani Italiani Bruxelles é partner ufficiale.

I  dati, raccolti su un campione di quasi 1.600 giovani su un totale di circa 330.000 iscritti a Garanzia Giovani, sono  funzionali a fornire al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali una panoramica del Programma, mettendo in luce ostacoli, difficoltà e ritardi e a incoraggiare la presentazione di proposte per una migliore gestione dello stesso.

Il sondaggio, disponibile online da metà ottobre, è stato condotto in forma anonima includendo domande riguardanti le varie fasi del Programma, oltre ad un giudizio globale da parte dei partecipanti circa la sua utilità e efficienza. I risultati sono piuttosto deludenti.

– Garanziaover25 – 

Ad attirare immediatamente l’attenzione è l’età dei partecipanti: una grande maggioranza degli intervistati ha tra i 25 e i 29 anni (70%), confermando che in Italia l’ingresso nel mondo del lavoro avviene  più tardi rispetto alla media europea. Per questo motivo, come Giovani Italiani Bruxelles ha sempre sostenuto, estendere la misura a quella fascia di etá é stato di importanza fondamentale.

Altro elemento interessante riguarda le aspettative dei giovani iscritti: appare chiaramente che per i più l’utilità del Programma è legata alla possibilità concreta di ottenere un lavoro o uno stage. In ordine decrescente, a livello percentuale, vi sono i disillusi, ossia coloro che si sono iscritti a Garanzia Giovani senza grandi aspettative ed infine una minoranza che lo considera uno strumento di supporto nel fornire suggerimenti utili nella ricerca di un lavoro o semplicemente per rafforzare il curriculum vitae.

‘Garanzia Giovani’ si è dimostrata complessivamente poco attraente per i suoi destinatari principali, i cosiddetti ‘Neet’ ossia quei giovani disoccupati che non sono alla ricerca né di un’opportunità di lavoro né di programmi di formazione. Risulta infatti che circa il 70% degli intervistati cercava attivamente  un impiego o un programma di formazione al momento dell’iscrizione a Garanzia Giovani.

Procedendo all’analisi delle varie fasi è emerso che dei tre quarti degli intervistati iscritti a Garanzia Giovani poco più della metà ha superato la fase dell’iscrizione accedendo alla seconda, ossia quella relativa al primo contatto da parte dei servizi per l’impiego regionali per un incontro di persona. Inoltre, i tempi medi di attesa tra le prime due fasi si sono rivelati piuttosto lunghi, in media un paio di mesi , in contrasto con quelli intercorsi tra il primo contatto e la successiva convocazione al colloquio.

Pi ù preoccupante dei tempi è il contenuto dei colloqui: le informazioni fornite sono state giudicate da più dell’80% dei rispondenti vaghe e  prive di alcun riferimento ad opportunità concrete.

– Solamente il 15,5% dei giovani che hanno sostenuto il primo colloquio è stato poi ricontattato – 

Si tratta di una cifra preoccupante per quanto riguarda l’attuazione in Italia: troppo pochi giovani hanno effettivamente beneficiato di Garanzia Giovani, per difficoltà di attuazione a livello regionale, legate soprattutto a questioni amministrative.

C’è dunque un 85% che resta per ora in attesa e dopo essersi iscritto e aver sottoscritto il patto di servizio attende con (più o meno) pazienza di essere richiamato per qualche proposta concreta.

I dati sono ancora meno incoraggianti per le fasi seguenti: il secondo contatto per la proposta di un’opportunità di lavoro o formazione ha riguardato meno di un quinto di coloro che hanno sostenuto il colloquio iniziale. Di questi  solo il 2% ha ottenuto un lavoro/stage o programmi di accompagnamento al lavoro, apprendistato,  servizio civile,  misure di sostegno all’ auto-imprenditorialità o mobilità professionale in Italia o in un altro paese europeo, così come previsto da Garanzia Giovani.

Nella loro valutazione globale gli intervistati hanno dimostrato un’ampia insoddisfazione riguardo alla gestione del Programma, il che deve far riflettere il Ministero , le regioni e gli enti coinvolti sulla necessità di migliorarne l’efficienza, impedendo il fallimento di una strategia pensata con l’obiettivo di stimolare e  ridare fiducia alle migliaia di giovani profondamente disillusi dalle recenti politiche in tema di sostegno all’occupazione.

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