COMITES: dovrebbero rappresentare gli italiani all’estero, lo sapevate?

Non li conosce quasi nessuno, sono il “Comitato degli Italiani Residenti all’Estero” – soltanto il 2,5% degli intervistati residenti in Belgio sa cosa sono secondo un recente sondaggio.

Hanno un budget elevato tramite la Farnesina  e tra poco più di un mese ci saranno le elezioni per il loro rinnovo.

Un altro organismo di rappresentanza e’ il CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

Il Comites, è l’organo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari.

il Cgie, svolge attività consultiva per il Governo sui temi di interesse per gli italiani all’estero. E’ composto da 94 Consiglieri, di cui 29 di nomina governativa e 65 eletti direttamente all’estero da “grandi elettori”, espressione dei Comites e delle associazioni italiane all’estero. Entrambi gli organismi hanno gestito budget da circa 50 milioni di euro l’anno.

Elezioni Comites – Quando si vota?

Update 12/11/2014: Per maggiore partecipazione alle elezioni dei #Comites  il MAE ha rinviato le elezioni per Aprile 2015.

http://www.eunews.it/2014/11/11/elezioni-dei-comites-rinviate-ad-aprile-2015/24957

Dove si vota?

A seguito delle elezioni del marzo 2004, operano oggi 124 Comites diffusi in 38 Paesi: di questi, 67 si trovano in Europa, 23 in America latina, 4 in America centrale, 16 in Nord America, 7 in Asia e Oceania e 7 in Africa.

Chi può votare?

Potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni alla data del 19 dicembre 2014, iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e residenti nella circoscrizione consolare di riferimento da almeno sei mesi e, ovviamente, godono dei diritti politici, ma, novità introdotta quest’anno, solo qualora ne abbiano fatto espressamente richiesta alla sede consolare di competenza, entro e non oltre il 19 novembre 2014. Alla richiesta è necessario allegare la copia di un documento di identità valido.

Come si vota?

Compilando e rispondendo al mittente il plico elettorale inviato dall’ambasciata / consolato.

Che pensa Giovani Italiani Bruxelles?

Giovani Italiani Bruxelles non ha candidati tra le varie liste che si presentano in Belgio, ma segue queste elezioni da vicino. Alcune domande sorgono spontanee: sono davvero la forma di rappresentanza politica e amministrativa adeguata per i giovani emigrati?

Esistono delle valutazioni dell’operato di queste strutture nel passato?

Cosa potrebbero fare di diverso rispetto a quello che e’ stato fatto finora?

Ci sono i margini per rendere una struttura che fa fatica a rispondere alle esigenze attuali della popolazione degli italiani all’estero piu’ efficace e reattiva alle necessita’ odierne?

Giovani Italiani Bruxelles chiede un confronto con i candidati per capire meglio se le loro proposte sono davvero rilevanti per la nuova emigrazione giovanile.

Non ci piace, ad esempio, che gli italiani all’estero non iscritti all’AIRE – cioe’ un alto numero di giovani emigrati come spesso abbiamo detto – non possano votare.

A Bruxelles, e in generale in Europa,  esiste un bacino di potenziali utenti e elettori del COMITES che vengono tagliati fuori dal voto a causa di regole  che rendono complessa la partecipazione al voto.

La gestione dei Comites e l’elezione dei propri rappresentanti, da qualche tempo, è diventata una questione problematica. Già durante i dibattiti elettorali delle scorse elezioni politiche, alcuni candidati della Circoscrizione Estero che avevano cercato di contattare i rappresentanti di questi organi e, non avendo ottenuto risposta, avevano sollevato il problema di una maggiore trasparenza. Inoltre,durante i dibattiti pubblici organizzati durante la campagna elettorale, tutti i candidati delle differenti liste hanno confermato, che i Comites non pubblicano i bilanci.

Nelle prossime settimane organizzeremo un dibattito con i candidati in Belgio.  Maggiori informazioni seguiranno.

Chi sono i candidati?

A Bruxelles ci saranno due liste, entrambe ufficialmente apartitche, anche se contano con l’appoggio politico di vari partiti e associazioni rappresentanti della societa’ civile.

Campagna informativa della Farnesina sul rinnovo dei Comites 2014:

https://www.youtube.com/watch?v=zoDGJk6JGO8

RAI Info_Community:

https://www.youtube.com/watch?v=QWO1NmtmrjI

Approfondimento: storia e struttura

I Comites sono stati istituiti nel 1985 e sono gli organismi rappresentativi della collettività italiana all’estero e sono eletti direttamente dai connazionali non più residenti, appunto, in Italia. Il riferimento è la circoscrizione consolare dove risiedono almeno tremila connazionali, che devono essere, ovviamente, regolarmente iscritti nell’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero.  Per le circoscrizioni con meno di 3mila cittadini italiani, i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare.

I Comites sono composti da 12 o da 18 membri, a seconda che vengano eletti in Circoscrizioni consolari con un numero inferiore o superiore a 100mila connazionali residenti, Oltre ai membri eletti di cittadinanza italiana, possono far parte del Comitato, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana in misura non eccedente un terzo dei componenti il Comitato eletto (4 o 6 componenti).

I Comites sono, inoltre, gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari. Contribuiscono a individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento, anche attraverso attività di studio o ricerca. Lavorano in collaborazione con l’autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con enti, associazioni e comitati operanti nell’ambito della circoscrizione consolare. Promuovono, inoltre, iniziative sociali e culturali, in particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari opportunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero. I Comitati sono altresì chiamati a cooperare con l’Autorità consolare nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare.

Il secondo è il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, composto da 94 Consiglieri, di cui 29 di nomina governativa e 65 eletti direttamente all’estero da “grandi elettori”, espressione dei Comites e delle associazioni italiane all’estero.

Questi due organismi gestivano un budget di 50 milioni di euro l’anno.

La Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione, la  (Filef) FILEF(Federazione italiana dei lavoratori emigranti e famiglie)  e l’Istituto Fernando Santi hanno espresso le loro preoccupazioni per una possibile bassa partecipazione elettorale.  Le motivazioni possono essere diverse: da una parte il fatto che dalle ultime elezioni sono passati dieci anni, dall’altra dalla mancanza di comunicazione, infatti queste elezioni sono state indette in tempi molto brevi, e, infine, dalle modalità di iscrizione nei registri degli elettori. Le motivazioni sono rintracciabili nel fatto che siano trascorsi dieci 10 anni dalle ultime elezioni dei Comites, per i brevi tempi con cui sono state indette e per le modalità introdotte per l’iscrizione nei registri degli elettori. Inoltre, la percezione di la generale mancanza di fiducia, che si registra tra le diverse collettività migranti, è motivo di preoccupazione. E non riguarda solo l’attività dei Comites, ma anche quella del Cgie e dei parlamentari eletti all’estero. Non solo riguardo all’attività dei Comites, ma anche del CGIE e dei parlamentari eletti all’estero.

Anche la Cgil CGIL, , con una lettera a Federica Mogherini, allora  Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,Federica Mogherini, ha ribadito ribadisce le medesime preoccupazioni: “Confermiamo la nostra soddisfazione che le elezioni si facciano: questa è, per noi, una ottima notizia. Insieme a molti altri soggetti, primi gli italiani all’estero, le aspettavamo fin dalla scadenza naturale. Siamo preoccupati che le modalità con le quali esse si svolgeranno e i termini entro i quali si dovranno compiere gli atti propedeutici non abbiano un peso “negativo” sulla partecipazione al voto”.

Altro aspetto da considerare, secondo la Filef  FILEF, è l’emendamento approvato in Commissione Esteri e Difesa il 4 settembre 2014 e riguardante il rinnovo dei Comites.

L’emendamento Proposto dall’ On. Picchi e approvato si suppone in modo bipartisan, snatura, indirettamente ma in modo sostanziale, l’essenza delle consultazioni e degli organismi denominati Comites, COMITES: Comitati degli italiani all’estero.

Va detto che, all’atto di dell’approvazione dei COEMIT, poi divenuti poi COMITES, lo spirito del legislatore era stato quello di costituire delle rappresentanze delle collettività emigrate, che interloquissero con quelle istituzionali (Consolati) a livello di circoscrizione consolare, facendo emergere fabbisogni, istanze e tentando di programmare in modo partecipato i pochi interventi finanziati dallo Stato.

Gli emendamenti, approvati a settembre, evidenziano una modifica della natura di questi organismi. : eEssi vengono visti come dei consigli comunali (o regionali) extraterritoriali che si conformano alla politica nazionale ma in territori esteri: “Ii partiti e i movimenti politici dotati di proprio gruppo parlamentare sono esentati dal raccogliere firme per la presentazione delle rispettive liste.”

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