La vera sfida della Presidenza italiana: mettere i giovani al centro

metropic3

Chissà se Matteo Renzi, che ha da poco inaugurato il semestre italiano di Presidenza europea, riuscirà a cambiare qualcosa.

Ogni sei mesi uno dei 28 stati membri dell’Unione prende in mano la Presidenza europea e a Bruxelles ci siamo abituati alla solita routine: evento di apertura (qualche cocktail, per chi è invitato), dichiarazioni di politici nazionali, slogan nelle sale stampa del Consiglio Europeo come “ci vuole più crescita” o “una politica per il lavoro” appena prima che il presidente di turno si chiuda in macchina di nuovo in direzione aereoporto.

E poi, purtroppo, cambia poco. Anzi, non cambia niente. Non vediamo nè crescita nè una política per il lavoro efficace. E cosi è stato negli ultimi anni di austerità in Europa.

Adesso tocca all’Italia: è ora di cambiare tendenza. Vorremmo ricordare al governo e a tutti i nuovi parlamentari europei che la vera sfida di questa Presidenza europea dell’Italia è quella di promuovere un piano serio e di lungo termine per combattare la disoccupazione giovanile in Europa. La Garanzia Giovani è stata un primo passo, un ammortizzatore temporaneo, ma non all’altezza del problema.

La disoccupazione giovanile è ai massimi storici in Italia e intere generazioni di giovani stanno emigrando all’estero.

Se l’Italia non userà il suo turno di Presidenza come un’occasione per dare priorità alle politiche giovanili a livello europeo, quando mai lo farà?

Se non lo fate, politici, questa volta non vi perdoneremo. Stiamo parlando del futuro della nostra generazione e non ci accontenteremo di parole o frasi fatte.

Un futuro che non deve essere marchiato dalla precarietà assoluta. Dal non poter progettare la propria vita a lungo termine perche’ le condizioni lavorative sono instabilissime e non permettono di crescere professionalmente ma sopratutto personalmente.

Chi puo’ pensare a costruire una famiglia se non si ha nessuna garanzia di stabilita’ professionale/economica a breve termine?

I giovani di oggi non vedono certezze nel loro futuro  più in la’ di uno o due mesi certe volte.

Non puoi progettare perche’ tutto puo’ capovolgersi da un giorno con l’altro.

Abbiamo bisogno di politici seri e impegnati che ci rappresentino e portino questa grande emergenza al centro del dibattito politico.

Ribadiamo le ‘proposte per un’Europa giovane’ presentate nel nostro documento#AppelloEuropa –  che include punti su:

  • una maggiore attenzione per le politiche giovanili,
  • un uso  più efficace e trasparente dei fondi europei,
  • maggiore protezione e miglioramento della mobilità europea
  • la necessità di avere politici preparati e qualificati.
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