Archivi del mese: luglio 2014

Giovani Italiani Bruxelles incontra l’europarlamentare Brando Benifei

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(Bruxelles, 24/07/2014) Giovani Italiani Bruxelles ha incontrato, ieri sera, l’europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei al Parlamento Europeo a Bruxelles. Questo e’ il primo di una serie di appuntamenti che GIB si propone di avere con i membri italiani del nuovo Parlamento Europeo.

Il deputato ha sostenuto la proposta di Giovani Italiani Bruxelles di creare un Ministro per le Politiche Giovanili in Italia. La proposta gia’ conta con il sostegno di altri eurodeputati del suo partito come Elly Schlein e Andrea Cozzolino (gruppo S+D).

Giovani Italiani Bruxelles, attiva dal gennaio 2013 sul tema delle politiche giovanili e dell’accesso al mercato del lavoro, ha da poco dato il via alla proposta #MinistroChi, volta a porre l’attenzione su una questione fondamentale: nell’epoca della crisi e della disoccupazione giovanile, in Italia, non esiste un Ministro della Gioventu’ e delle Politiche Giovanili, che si occupi in modo attivo, e reale, della questione.

In occasione della visita di Matteo Renzi a Bruxelles lo scorso mercoledi’ 16 luglio, Giovani Italiani Bruxelles ha pubblicato una lettera aperta all’attuale Presidente del Consiglio, manifestando, la necessita’ specifica di questa figura istituzionale. In parallelo, e’ stata aperta una sorta di vacancy, sulla falsariga delle pagine web di annuncio lavoro, nella quale vengono evidenziate le caratteristiche della posizione e della persona cercata.

Leggi la proposta

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#OCCUPYPLUX – Giovani Italiani Bruxelles sostiene lo European #InternsDay

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(18/07/2014) Oggi Giovani Italiani Bruxelles ha partecipato allo ‘European Interns Day’ davanti al Parlamento Europeo insieme a tante altre organizzazioni giovanili europee che insieme denunciano il vergognoso fenomeno degli stages non pagati.

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I dati

Il fenomeno del precariato e della disoccupazione giovanile non è trascurabile. Sono 5,7 milioni i ragazzi europei senza lavoro, mentre gli stagisti sono 4,5 milioni. Ma ciò che è preoccupante non è il fenomeno dello stage in sé, ma il fatto che molto spesso non sia retribuito (il 59% dei casi), che non sia regolamentato (il 40%) e che non presenti contenuti di approfondimento e formazione (per il 30%)

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L’ obiettivo dello European Interns Day e’ di sensibilizzare le istituzioni, e non solo, sulle tematiche che coinvolgono a livello trasversale i giovani europei, ossia il precariato e lo stage. Proposta: creare un quadro di riferimento comunitario per lo stage/tirocinio di qualità.

Programma Il programma della manifestazione e’ fitto: dalle 12.30 con l’assemblea pubblica “OccupyPlux” a cui seguirà un dibattito che si terrà al Parlamento Europeo e dove interverranno membri delle istituzioni e del terzo settore. Verrà, in questo frangente, presentata la “Label for quality internships”, un quadro di riferimento che garantisca lo stage di qualità. Il programma completo è disponibile qua: http://www.europeaninternsday.org/

E il mercato del lavoro in Italia? Come ben sappiamo non navighiamo in acque tranquille: ad oggi (stime Istat) i disoccupati under 25 sono il 43%, mentre il numero totale di disoccupati su tutto il territorio è pari a 3 milioni e 200 mila persone.  Più di una generazione rischia di trovarsi fuori da tutto, dall’istruzione e dal lavoro, immersi nell’incertezza e nel precariato.

E’ più che mai urgente che le istituzioni, italiane ed europee, agiscano. Ora.

Si stima che solo a Bruxelles siano presenti piu’ di 1500 stagisti, di questi molti non percepiscono nessun rimborso spese ed altri un rimborso spese che non e’ sufficiente neanche per coprire vitto e alloggio.

Giovani Italiani Bruxelles ritiene che  lo stage sia un momento formativo importante e necessario nel percorso di formazione di uno studente, non per questo pero’ si puo’ giustificare l’assenza di regolamentazione a cui assistiamo in questo momento, tenendo in considerazione la saturazione del mercato del lavoro e la recessione economica.

L’anno scorso abbiamo partecipato alla Sandwich Protest, durante la quale un centinaio di stagisti si sono ritrovati davanti al Parlamento Europeo per rivendicare condizioni di lavoro piu’ eque.

Organizzatori

L’iniziativa è organizzata da InternsGoPro, un network di organizzazioni giovanili insieme a  European Youth Forum, EPSA, Brussels Interns NGO (B!ngo), Project 668, JCI the heart of Europe and European Alternatives. Partner:: Génération Précaire, Erasmus Student Network, Stage Committee, AEGEE Europe, Think Young, Giovani Italiani Bruxelles, Geneva Interns Association, Generation Europe Foundation, Plattform Generation Praktikum, Confrontations Europe, AIESEC, Dinamo, Nie Robie Tego Za Darmo, IYPF, Interns Aware and MakeSense.

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#MinistroChi – vogliamo un Ministro per le Politiche Giovanili

 

Caro Matteo,

siamo “Giovani Italiani Bruxelles”, un’associazione nata nel gennaio 2013 per iniziativa di un gruppo di ragazzi italiani che vivono, appunto, nella capitale europea, un gruppo eterogeneo di lavoratori, professionisti, precari, stagisti e studenti e ci interessiamo di politiche giovanili concrete.

Il motivo di questa lettera è semplice: ti chiediamo un Ministro per le Politiche Giovanili.

Come lo vogliamo? Preferibilmente under 40, con comprovata esperienza nell’ambito delle politiche giovanili, competente e preparato/a e con ottima padronanza della lingua inglese: queste le caratteristiche che ci aspetteremmo di trovare nel rappresentante delle politiche giovanili presso le istituzioni governative italiane.  

Tante sono le opportunità da cogliere, in particolare a livello Europeo: l’Italia non può permettersi di farsele scappare o di lasciarle inutilizzate a causa della mancanza di persone  che se ne occupino. Il ripristino di un Ministero per le Politiche Giovanili, con un Ministro e un’équipe di persone competenti e giovani al suo servizio, può essere un segno e un’azione concreta della volontà di affrontare con serietà le problematiche giovanili. Soluzioni innovative sono possibili,  se c’è la volontà politica.

In seguito alle dimissioni di Josefa Idem – Ministro per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche Giovanili – nel giugno del 2013, la responsabilità per le politiche giovanili è passata di mano in mano ed è ricaduta ad oggi sotto il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega al Sottosegretario Luigi Bobba. Riteniamo che aggiungere ai compiti del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali anche la responsabilità di ideare e coordinare una strategia nazionale per le politiche giovanili, significhi congestionare i piani di lavoro delle autorità esistenti e sottostimare l’importanza della direzione delle politiche giovanili stesse.

Infatti, per quanto esse siano connesse al problema del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali (che rimangono una priorità per i giovani del nostro Paese), la situazione dei giovani all’ingresso del mondo del lavoro è contraddistinta da problematiche peculiari che differiscono notevolmente da quelle del mondo del lavoro delle generazioni precedenti. Per questo motivo riteniamo indispensabile che sia costituita un’equipe che si dedichi a queste problematiche.

E allora perchè non creare un Ministro per i Giovani?

Un’azione credibile per migliorare la situazione attuale richiede impegno a partire dalle risorse umane. Visto il contingentamento del personale a cui è sottoposto il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, e vista l’assenza di un vero e proprio Ministro dedicato alle Politiche Giovanili, non vediamo da parte di questo Governo – al di là delle sue dichiarazioni di essere il governo del ringiovanimento e delle riforme – un reale impegno verso la generazione di cui si dice farsi promotore. Siamo lieti di avere per la prima volta un Presidente del Consiglio under 40 e ci aspettiamo da te, caro Matteo, un serio e visibile impegno a mettere la nuova generazione al centro del rinnovamento italiano, attraverso un dispiegamento di risorse e di persone competenti ed efficienti per le Politiche Giovanili.

 

Vacancy – Ministro per le politiche giovanili

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Descrizione delle mansioni:

– Coordinare le politiche giovanili in Italia

– Collaborare con altri ministri della Repubblica, quali quello dell’Istruzione e del Lavoro

– Disponibilità ad effettuare frequenti viaggi a Bruxelles e in altre capitali europee

– Rispondere al Presidente del Consiglio

 

Requisiti:

– Comprovata esperienza nel settore delle politiche giovanili

– Laurea specialistica in rilevante materia di interesse, come scienze politiche e sociali, giurisprudenza, economia, studi europei

– Perfetta padronanza della lingua italiana

– Ottima padronanza della lingua inglese

– Gradita conoscenza di un’altra lingua ufficiale dell’Unione Europea

– Capacità di lavorare in team e in situazioni di stress

– Disponibiltà ad orari flessibili in base al carico di lavoro

– Ottima capacità di comunicazione e di gestione dei rapporti interpersonali

– Preferibilmente under 40

 

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La vera sfida della Presidenza italiana: mettere i giovani al centro

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Chissà se Matteo Renzi, che ha da poco inaugurato il semestre italiano di Presidenza europea, riuscirà a cambiare qualcosa.

Ogni sei mesi uno dei 28 stati membri dell’Unione prende in mano la Presidenza europea e a Bruxelles ci siamo abituati alla solita routine: evento di apertura (qualche cocktail, per chi è invitato), dichiarazioni di politici nazionali, slogan nelle sale stampa del Consiglio Europeo come “ci vuole più crescita” o “una politica per il lavoro” appena prima che il presidente di turno si chiuda in macchina di nuovo in direzione aereoporto.

E poi, purtroppo, cambia poco. Anzi, non cambia niente. Non vediamo nè crescita nè una política per il lavoro efficace. E cosi è stato negli ultimi anni di austerità in Europa.

Adesso tocca all’Italia: è ora di cambiare tendenza. Vorremmo ricordare al governo e a tutti i nuovi parlamentari europei che la vera sfida di questa Presidenza europea dell’Italia è quella di promuovere un piano serio e di lungo termine per combattare la disoccupazione giovanile in Europa. La Garanzia Giovani è stata un primo passo, un ammortizzatore temporaneo, ma non all’altezza del problema.

La disoccupazione giovanile è ai massimi storici in Italia e intere generazioni di giovani stanno emigrando all’estero.

Se l’Italia non userà il suo turno di Presidenza come un’occasione per dare priorità alle politiche giovanili a livello europeo, quando mai lo farà?

Se non lo fate, politici, questa volta non vi perdoneremo. Stiamo parlando del futuro della nostra generazione e non ci accontenteremo di parole o frasi fatte.

Un futuro che non deve essere marchiato dalla precarietà assoluta. Dal non poter progettare la propria vita a lungo termine perche’ le condizioni lavorative sono instabilissime e non permettono di crescere professionalmente ma sopratutto personalmente.

Chi puo’ pensare a costruire una famiglia se non si ha nessuna garanzia di stabilita’ professionale/economica a breve termine?

I giovani di oggi non vedono certezze nel loro futuro  più in la’ di uno o due mesi certe volte.

Non puoi progettare perche’ tutto puo’ capovolgersi da un giorno con l’altro.

Abbiamo bisogno di politici seri e impegnati che ci rappresentino e portino questa grande emergenza al centro del dibattito politico.

Ribadiamo le ‘proposte per un’Europa giovane’ presentate nel nostro documento#AppelloEuropa –  che include punti su:

  • una maggiore attenzione per le politiche giovanili,
  • un uso  più efficace e trasparente dei fondi europei,
  • maggiore protezione e miglioramento della mobilità europea
  • la necessità di avere politici preparati e qualificati.

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