Archivi del mese: dicembre 2013

EVENTO al Parlamento Europeo: “ITALIA – EUROPA solo andata?” – 29 gennaio

evento29gen

Evento organizzato da Giovani Italiani Bruxelles e Eurodeputati del Parlamento Europeo con interventi degli On. eurodeputati Lara Comi, Susy De Martini e Andrea Cozzolino.

Tavola Rotonda

‘ITALIA – EUROPA solo andata?’
Giovani e ingresso nel mondo del lavoro: sfide e soluzioni

Moderatore: Lorenzo Robustelli, Direttore eunews.it

Mercoledí, 29 Gennaio 2014, 18.00 – 20.00
Parlamento Europeo

INFO: Ci fa piacere il vostro interesse e siamo contenti che cosi tanti ragazzi si siano gia’ registrati. La sala e’ al completo. Nel caso qualcuno non riesca piu’ a venire, preghiamo di farcelo sapere via email (info(at)giovanibruxelles.org) cosi da poter lasciare il posto a chi non è riuscito a registrarsi in tempo. Mandateci un email se siete interessati e vi faremo sapere se si liberano dei posti.

L’evento sara’ in live streaming (il link sara’ disponibile sul nostro sito). Grazie a tutti per il sostegno.

Per tanti giovani italiani alla ricerca di lavoro partire sta diventando un obbligo, non più una scelta. La mancanza di opportunità lavorative e meritocrazia sta spingendo un’intera generazione fuori dai confini nazionali. I paesi dell’unione europea sono tra le prime destinazioni di una nuova generazione di emigrati.

Purtroppo questa mobilita’ europea  -che dovrebbe favorire l’arricchimento personale, formativo e professionale- e’ un “viaggio di sola andata”. Le risorse umane, specialmente i giovani, che partono dall’Italia molto spesso non tornano con il loro bagaglio di esperienze.

La tavola rotonda vuole mettere a confronto giovani, politici, esperti, su questo tema molto spesso sottovalutato. Invitiamo tutti coloro che vogliono partecipare a registrarsi usando questa pagina web per poter ottenere  l’accesso al Parlamento Europeo il giorno 29 Gennaio.  La sala riservata ha posti limitati (120) e preghiamo anche le persone gia’ dotate di badge di registrarsi ugualmente.

  • DATA LIMITE per la REGISTRAZIONE:  18 Gennaio 2014

    Le persone registrate riceveranno un’ulteriore email di conferma nei 2 giorni precedenti l’evento (in aggiunta a quella della registrazione Xing che confermera’ l’ora di accesso all’edificio del Parlamento).

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19/12/2013 · 10:02

E-Book: Anagramma Italia – ‘Dodici interviste per capire un Paese’

Alessia Ciardo da Giovani Italiani Bruxelles e’ stata intervista per un nuovo E-Book ‘Anagramma Italia’ scritto da Gennaro Grimolizzi.

“È inutile, al cuor non si comanda.  Alle sorti dell’Italia non si può essere insensibili anche se ci si trova  lontani, se il Belpaese non ha offerto opportunità per mettere al servizio di tutti  saperi e conoscenze. “Giovani Italiani a  Bruxelles” riunisce studenti e laureati che  si trovano nella città belga desiderosi  di dare un contributo di idee all’Italia.”

Intervista intera: http://www.eticanews.it/2013/12/litalia-raccontata-in-anagramma/ (pg 26)

grimolizi

Dodici interviste per capire un Paese

Dodici interviste
per capire un Paese

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Ebook: ‘Derubati Consapevolmente – The Italian Diaspora’

Pubblichiamo un estratto del nuovo E-book ‘Derubati Consapevolmente – The Italian Diaspora’, scritto da un ragazzo italiano emigrato a Londra, Fabrizio Jennings. Londra e’ tra le prime destinazioni per i giovani italiani che emigrano all’estero in Europa. Auspichiamo future collaborazioni con i nostri coetanei nella capitale inglese. Potete trovare il link al libro qui

da Fabrizio Jennings:

“In questo breve libro racconto la storia di un ragazzo, che rappresenta tutti quei ragazzi normali che se ne vanno all’estero ogni giorno. Cerco di raccontare la quotidianità e le dinamiche che tutti hanno incontrato nell’approccio con un nuovo mondo e una nuova cultura, cercando di sfatare alcuni miti e raccontare la realtà per quella che è, sia per quanto riguarda il lavoro o l’università che le situazioni quotidiane. Si racconta la realtà dell’emigrazione in una delle maggiori piazze europee, Londra, fra la sua bellezza e la sua spietatezza. L’idea non è quella di incoraggare ne scoraggiare l’emigrazione, che sicuramente fa parte della natura umana, ma semplicemente di dare una visione realistica dei fatti.”

L’emigrante

Il dubbio

L’Italia è l’antica terra del Dubbio. […] Il dubbio è un gran scappafatica;

lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano.

Ormai sono settimane che mi documento. Sto per prendere una decisione non facile, importante per la mia vita, e voglio farlo dopo aver considerato attentamente tutti i fattori. In questi ultimi mesi, complice la situazione catastrofica in cui si trova il nostro Paese, molti, forse troppi, stanno valutando o stanno per fare la mia stessa scelta.

La diaspora italiana non è una novità. Nel dizionario Treccani, la parola “diaspora” è definita così: “In generale, dispersione, specialmente di popoli che, costretti ad abbandonare le loro sedi di origine, si disseminano in varie parti del mondo”. Ho sentito molte storie di ragazzi che se ne sono andati e non sono più tornati. Ma quando si leggono gli articoli di giornale o le pagine di un libro che raccontano le esperienze di chi ha deciso di abbandonare il proprio Paese, si ha quasi l’impressione che tutto sia facile. Facile trovare lavoro, facile conoscere gente, facile fare carriera e farsi un vita, e sopratutto facile vivere bene.

Chissà quanti, sentendo le storie di amici che si sono trasferiti all’estero, hanno detto “hanno fatto bene” o “beati loro” o ancora “se potessi, lo farei anch’io”. A me è capitato spesso, ma raramente ho sentito dire “ma se poi là è come qua?” oppure “sì, bello, ma è difficile ricominciare tutto da zero”, perché di questo si tratta, ricominciare tutto da zero. Rifarsi una vita, il che include amicizie, luoghi, emozioni, amori e sensazioni.

E tutto questo perché? Perché nel Paese dove ho avuto la fortuna di nascere e crescere le precedenti generazioni e la mia non si sono preoccupate di costruire un futuro più roseo, o semplicemente un futuro.

L’unica soluzione è cercare qualcosa di meglio in un Paese che voglia ospitarmi, e che possa offrirmi quel futuro che il mio non mi ha saputo dare. Il tutto ovviamente ha un costo chiamato età, amicizie, cultura e famiglia, che sono obbligato a salutare, forse momentaneamente o forse per sempre.

L’esperienza di Luca, 29 anni e fuori dall’Italia da cinque, mi aiuta a capire che cosa mi aspetta: “Non ho trovato tutto subito, e come altri ho dovuto faticare parecchio per trovare il mio attuale lavoro. È tutto molto incerto: potrebbero licenziarmi domani o il desk in cui lavoro potrebbe essere chiuso, ma per il momento sono contento della mia scelta di vita, sia in senso lavorativo sia personale. Non ho intenzione di tornare in Italia nel prossimo futuro. Per me vivere all’estero è come vivere due volte. Trovandoti fuori casa, in un Paese diverso da quello in cui sei nato, dove la cultura e le abitudini sono diverse dalle tue, sviluppi una capacità di reazione alla vita e alle esperienze che ti stimola a farti le ossa. Sei obbligato a risolvere i problemi da solo con dinamiche nuove, e a rapportarti con un mondo che fino a quel momento non ti apparteneva.

Per di più, in ambienti come questi, sei a contatto con persone di diversa provenienza e cultura, che ti coinvolgono nella loro vita, che condividono le loro esperienze e le loro storie, il che implica che anche tu, in qualche modo, vivi la loro vita e le loro esperienze. Dal punto di vista professionale e umano, molto difficilmente sarei ciò che sono adesso se fossi rimasto in Italia.”

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Garanzia Giovani: un’apertura per gli over 25 ma non basta

(Bruxelles, 12/12/2013) Il Ministero del Lavoro ha proposto di estendere a 29 anni la misura UE contro la disoccupazione giovanile, la Garanzia Giovani (Youth Guarantee) ma la misura e’ ancora strettamente legata alla fascia d’eta’ 15-24.

Giovani Italiani Bruxelles nella campagna #Garanziaover25 ha proposto di non limitare la fascia d’eta’ della Garanzia a i giovani compresi tra 15-24 anni ma di estenderla a sogetti fino a 29 anni.
 
 
Il Ministro del Lavoro il 9 dicembre ha pubblicato una nuova versione del Piano che attuera’  la misura e che deve essere finalizzato ento’ il 31 dicembre 2013.
 

La proposta del Ministero:

 ” l’identificazione della platea dei destinatari appare strettamente connessa all’entità delle risorse ad hoc dedicate; in questo senso, ai fini dell’attuazione del Programma a livello nazionale è opportuno confermare il target 15-24, previsto dalla Comunicazione del Consiglio di aprile 2013 come ambito di intervento del Piano Nazionale rinviando ad un secondo tempo (6 mesi dall’inizio del programma) la decisione di allargare il programma ai giovani di età compresa tra 25 e 29 anni. In ogni caso, sin dall’inizio del programma, sarà possibile individuare, in maniera selettiva, giovani di tale ultima fascia di età, da inserire nel programma.”

Fonte: http://www.lavoro.gov.it/Notizie/Documents/Piano_Garanzia_Giovani%2020131129.pdf

La nostra posizione

Secondo il gruppo apartitico Giovani Italiani Bruxelles, “la nuova proposta del Ministero e’ un piccolo passo in avanti ma di certo non puo’ bastare. La misura e’ ancora strettamente legata alla fascia d’eta’ 15-24  (specialmente per quanto riguarda il finanziamento dell’attuazione), mettendo i giovani tra 25 e 29 anni ancora al secondo posto. Vogliamo ricordare  al Ministero e al governo che la disoccupazione giovanile non si ferma a 25 anni e i laureati italiani sono tra gli ultimi a compiere il passaggio dallo studio al lavoro in Europa.

Non servira’  rinviare la decisione sull’estensione di sei mesi solo per coprire un mancato finanziamento. Le risorse devono essere trovate subito e coprire anche la fascia fino a 29.  Lo spiraglio aperto  “dall’inizio del programma sara’ possibile individuare in maniera selettiva giovani di tale ultima fascia d’eta’’”  e’ troppo vago.  Serve maggiore chiarezza e serve una maggiore attenzione ai giovani anche e soprattutto nella fascia 25-29.”

 

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La nuova emigrazione giovanile di sola andata

La storia si ripete. La maggioranza dei nuovi emigranti italiani sono giovani.

Lo confermano i dati del nuovo rapporto Censis 2013 che registra un un aumento del 115% del numero di persone che hanno spostato la residenza all’estero nel 2012 rispetto al 2002.

Di questi nuovi emigranti italiani il 54,1% ha meno di 35 anni.

Basta fare un giro al centro di Londra, Berlino o a Bruxelles per trovare tanti ragazzi italiani che lavorano o cercano lavoro nelle capitali europee e non solo.

Un mito sfatato é che oltre il confine ci sia l’Eldorado del lavoro, infatti il 39% dei nuovi migranti dichiara di avere un lavoro temporaneo, l’1,3% di essere all’estero per fare uno stage e l’1,8% di essere occupato irregolarmente secondo il rapporto Censis.

In Italia non si torna?

Il dato più preoccupante é pero’ quello emerso riguardo ad un possibilie ritorno in patria. Emerge chiaramente che, siano partiti temporaneamente per studio, per lavoro o semplicemente a cercare fortuna, i giovani una volta partiti preferiscono provare a realizzarsi all’estero piuttosto che rientrare. Anche in questo caso molteplici sono le motivazioni, dalla mancanza di meritocrazia alla carenza dei servizi pubblici, alla voglia di affermarsi in un ambiente più dinamico di quello italiano.

A fronte dell’aumento dei dati che descrivono il fenomeno delle nuove migrazioni pero’, é sempre più difficile delineare il confine tra la voglia di fare una nuova esperienza e la necessità di partire che spinge a fare questa scelta.

Alla luce di questo, l’interrogativo é d’obbligo: l’emigrazione giovanile e’ da vivere come un problema da risolvere o invece e’ semplicemente diventata il risultato di una crescente globalizzazione?

In entrambi i casi é chiaro che questo tema deve essere affrontato in tempi brevi con misure reali ed efficaci, le ricerche rivelano infatti che altrimenti il numero di giovani che lasciano l’Italia é inesorabilmente destinato a crescere.

Per evitare un’ulteriore perdita di potenziale culturale ed economico ed il conseguente impoverimento del paese é necessario che la politica nazionale prenda delle misure forti che non si fermino agli slogan o alla mera applicazione di misure europee che non sempre tengono conto delle caratteristiche regionali e i cui fondi sono limitati, quindi insufficienti per fare fronte alle esigenze reali del paese.

C’e’ ancora qualche speranza che i giovani con la valigia possano tornare?

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