Archivi del mese: giugno 2013

VERTICE EUROPEO: Piu’ fondi UE per i giovani ma la Garanzia Giovani dovrebbe riflettere il contesto italiano

VERTICE EUROPEO: Piu' fondi UE per i giovani ma la Garanzia Giovani dovrebbe riflettere il contesto italiano

(Bruxelles, 28/06/2013) Giovani italiani Bruxelles, gruppo che ha incontrato ieri il Presidente Enrico Letta a Bruxelles, accoglie con piacere la notizia dello stanziamento di 6 miliardi per la Garanzia Giovani, che potrebbero diventare 8 dal 2015, 2 miliardi in più di quelli inizialmente previsti.

 

  • Per l’Italia verranno stanziati €1,5 miliardi per l’occupazione giovanile (youth initiative).

Questo e’ un risultato importante per i giovani in Italia e in Europa, ma la disoccupazione giovanile ha bisogno di politiche ancora piu’ ampie, sopprattuto a livello nazionale.

Apprezziamo inoltre l’impegno al riutilizzo delle risorse non spese in varie voci del bilancio europeo nei prossimi due anni per misure a favore dell’occupazione giovanile. Ci teniamo tuttavia a ribadire le posizioni presentate sulla bozza delle conclusioni.

  • La misura presenta alcuni elementi di debolezza se non inserita in un contesto di politiche più ampie sia Europee che Nazionali.
  • In particolare la garanzia sará limitata ai giovani under 25 anni. Dato il sistema educativo italiano per cui l’eta’ minima di conseguimento della laurea magistrale e’ 24 anni e’ necessaria un’estensione della fascia d’eta’ d’applicazione della Youth Guarantee per assicurarne l’utilita’.

La Garanzia Giovani e’ un primo passo importante che rischia di essere inefficace sul lungo termine se non seguito da adeguate riforme strutturali del mercato del lavoro italiano che generino un ciclo positivo e virtuoso per l’occupazione.

Vista l’attuale gestione dei fondi europei a livello nazionale, riteniamo inoltre che sia necessario un maggiore controllo sull’utilizzo delle risorse da parte dell Unione Europea.

Una analisi piu’ dettagliata dell’impatto di queste misure seguira’ nelle prossime settimane.
ENDS

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28/06/2013 · 12:28

Giovani Italiani Bruxelles chiede a Letta di dare priorita’ alla disoccupazione giovanile al vertice europeo

GIOVANI ITALIANI BRUXELLES CHIEDE A LETTA DI DARE PRIORITA' ALLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL VERTICE EUROPEO

VIDEO RAI http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=34747

VIDEO LA REPUBBLICAhttp://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/vertice-ue-letta-ai-giovani-lotteremo-insieme/133298/131815?ref=search

COMUNICATO STAMPA

(Bruxelles, 27/06/2013) Letta a Giovani Italiani Bruxelles: “lotteremo insieme per ottenere lo stanziamento anticipato dei 6 miliardi a favore delle misure per la disoccupazione giovanile”.

Rassegna stampa:

ANSA

La Stampa

Tiscali.it

Oggi Enrico Letta, Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, ha incontrato i membri del gruppo apartitico ‘Giovani Italiani Bruxelles’ prima del vertice europeo che discuterá di misure a sostegno dell’occupazione giovanile.

Giovani Italiani Bruxelles ha consegnato al Presidente la Lettera Aperta ‘Basta I-TAGLIA: sosteniamo la Garanzia Giovani’ che chiede al Governo di dare prioritá a misure concrete contro la disoccupazione giovanile e di sostenere la misura UE della Garanzia Giovani.

PHOTO utili

Frenare la fuga di una generazione

Per Giovani Italiani Bruxelles “La disoccupazione giovanile sta spingendo sempre piu’ giovani a lasciare il paese, e il Governo italiano non ha piu’ tempo da perdere per frenare la fuga di una generazione. L’emigrazione giovanile é aumentata del 30% solo dal 2012. Al vertice europeo si discuterá di come favorire lo stanziamento di € 6 miliardi di fondi per 7 anni da dividere tra 28 Paesi’ per la disoccupazione giovanile. Nonostante questo rappresenti un passo simbolico, non sara’ sufficiente a risolvere i problemi. ”

€ 6 miliardi per 7 anni, la Garanzia Giovani: accordo importante ma fascia di eta’ limitata

I capi di stato dell’UE dovranno trovare un accordo nei prossimi giorni per stanziare € 6 miliardi di fondi per misure contro la disoccupazione giovanile per il periodo 2014-2020. In particolare l’UE propone la misura della Garanzia Giovani che prevede che a tutti i giovani che completino la loro formazione, superiore o universitaria, sia garantito un impiego o un’offerta formativa di qualitá a quattro mesi dal completamento del percorso di studi.
Giovani Italiani Bruxelles accoglie con favore l’impegno del Governo italiano ad adottare un piano per l’attuazione della “Garanzia Giovani”, in quanto dimostra un’effettiva volontá di agire.

Per Giovani Italiani Bruxelles, “Constatiamo, tuttavia, che l’azione della garanzia non é applicabile in tutti i Paesi Europei allo stesso modo. La misura presenta alcuni elementi di debolezza se non inserita in un contesto di politiche più ampie. La garanzia sará limitata solo alla fascia di giovani sotto i 25 anni. Per Giovani Italiani Bruxelles, tale garanzia dovrebbe essere eccezionalmente estesa ad una fascia di eta’ piú elevata in linea con la realta’ italiana. L’attuazione della misura dovrebbe anche tener conto delle disparitá regionali in Italia ed essere adattata alle realta’ locali.”

L’Italia dovrebbe seguire gli esempi dei paesi Scandinavi: Svezia, Finlandia e Danimarca che hanno implementato misure Garanzia Giovani già dal 2007.

La Garanzia Giovani puó essere una misura efficace nel breve termine, ma non potrá certo fornire soluzioni durature, poiché non affronta i problemi piú ampi del mercato del lavoro italiano. Particolare attenzione andrá dedicata all’attuazione di riforme strutturali che generino un ciclo positivo e virtuoso per l’occupazione.

Notes to editors

ENDS

http://giovanibruxelles.org/

1. Giovani Italiani Bruxelles e’ una iniziativa senza finanziamenti e volontaria, creata a gennaio 2013 a Bruxelles da giovani italiani che vogliono sottolineare la necessità di aumentare e migliorare le politiche a livello nazionale per affrontare la crisi occupazionale e l’ emigrazione all’estero. Il gruppo vuole considerarsi apartitico. L’iniziativa ha fra i suoi obiettivi quello di alimentare il dibattito tra i giovani e i politici italiani.

Rassegna Stampa: Parlano di noi

2. APPELLOGIOVANE: Giovani Italiani Bruxelles chiede al governo di concentrare il suo programma su cinque settori chiave: investimento nell’istruzione e nella ricerca, migliore formazione e accesso al mercato del lavoro, incentivi ad assumere i giovani, migliore accesso al credito e riforma del diritto di voto per i giovani all’estero

3. L’Italia investe solo il 4,6% del Pil in istruzione, contro una media OCSE del 5,7% ed UE al 5,2%; investimenti carenti sono nel settore “Ricerca & Sviluppo”. Nel 2010 l’Italia ha speso solo l’1,26 per cento del PIL, al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (l’1,91 per cento) e meno di Francia (2,26 per cento), Germania (2,82 per cento) e Regno Unito (1,77 per cento). Dati OCSE.

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27/06/2013 · 09:45

Invitiamo il Governo Letta ad incontrarci a Bruxelles

Lettera ed invito al Governo Letta

 

c. a On. Enrico Letta, Presidente del Consiglio dei Ministri.

Gentile Presidente,

il giorno martedí 28 Maggio, “Giovani Italiani Bruxelles” ha pubblicato una “Lettera Aperta al Governo e a tutte le forze politiche italiane” per richiamare l’attenzione della politica sulla necessitá di un impegno concreto nell’ affrontare la disoccupazione giovanile in Italia e in Europa.

La lettera aperta é stata presentata presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles durante una discussione aperta con due deputati italiani, Niccoló Rinaldi e Sergio Cofferati.

“Giovani Italiani Bruxelles” é un gruppo di giovani italiani che vivono a Bruxelles per lavoro, in cerca di lavoro o per motivi di studio e che vogliono un futuro migliore per l’Italia. Ci riuniamo ogni settimana per discuterne e collaboriamo per sottolineare la necessitá di politiche concrete che migliorino la situazione dei giovani nel nostro Paese.

L’incontro con i deputati rispondeva alla volontá di dibattere sul tema dell’occupazione giovanile in Italia e, nello specifico, sullo strumento recentemente approvato dall’Unione europea, “Garanzia Giovani”.

Speriamo vivamente che il nostro invito ad intervenire venga preso in considerazione durante l’incontro che si terrá il 14 giugno a Roma tra i ministri del lavoro di Italia, Francia, Germania e Spagna e soprattutto durante il vertice europeo di fine giugno.

Chiediamo che il nostro invito si traduca in azioni concrete, in favore di tutti quei giovani che hanno il desiderio di far crescere il nostro Paese; che i 6 miliardi destinati alla “Garanzia Giovani” vengano erogati giá a partire dall’inizio del 2014; che il Governo si impegni ad adottare entro fine giugno il “Piano Giovani”, che sia una strategia a lungo termine per l’occupazione in Italia; e che si inizino a porre le basi per una inversione di tendenza sulle politiche macroeconomiche che siano in grado di favorire la crescita del Paese attraverso un’ occupazione giovanile di qualitá e sostenibile nel tempo.

Vorremmo inoltre cogliere l’occasione del vertice di fine giugno per invitare Lei, Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Enrico Letta, ad incontrare il nostro gruppo “Giovani italiani Bruxelles” per un breve incontro a Bruxelles su questi temi.

Cordiali saluti,

Giovani Italiani Bruxelles

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13/06/2013 · 12:40

La discussione aperta al Parlamento Europeo continua

La discussione aperta al Parlamento Europeo continua

 

Giovani Italiani Bruxelles e’ una iniziativa apartitica rivolta a tutte le forze politiche.  Promuoviamo le nostre idee e condividiamo esperienze come giovani italiani all’estero in tutti gli eventi a cui veniamo invitati.

 

Il 7 giugno il gruppo Giovani Italiani Bruxelles è stato invitato a partecipare all’incontro “Cittadini d’Europa” con gli amministratori locali italiani organizzato dall’On. Niccolò Rinaldi al Parlamento Europeo.

Il gruppo, rappresentato da Paolo Bonardi, Laura Mariosa e Michela Pichereddu, ha dato il proprio contributo alla sessione dedicata alle comunità italiane all’estero.

Dopo aver presentato l’iniziativa e le attività che sono state portate avanti dai giovani di Bruxelles in particolare le 5 proposte dell’Appellogiovane, i ragazzi hanno risposto alle numerose domande degli amministratori, molto interessati e colpiti da questo impegno a distanza verso la situazione in Italia.

Si è parlato anche di Garanzia Giovani e di come questo strumento possa in parte risolvere i problemi di disoccupazione a livello europeo, se applicato in modo adeguato nei singoli Stati Membri.

Inoltre, prospettive di lavoro, crisi e politiche giovanili sono stati i temi più discussi durante il dibattito e Giovani Italiani Bruxelles ha portato la propria esperienza e quella degli altri componenti del gruppo.

Ognuno con le proprie prospettive e il proprio vissuto, i tre ragazzi hanno raccontato di come questo gruppo, nato solo 4 mesi fa, abbia già raggiunto grandi obiettivi, incluso quello di portare all’attenzione di parte della politica italiana la lettera aperta che comprende i punti programmatici del gruppo.

La discussione aperta iniziata al Parlamento Europeo con l’evento del 28 maggio continua, così come continua a restare alta l’attenzione per i giovani e l’occupazione in Italia, dopo che gli ultimi dati hanno rivelato che la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 41,9%.

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12/06/2013 · 10:43

Tornare in Italia – le radici dell’intraprendenza

Abbiamo il piacere di pubblicare il contributo personale di Vincenzo Di Maria, designer e giovane imprenditore rientrato in Italia dopo anni vissuti all’estero.

Chi sono

Mi chiamo Vincenzo Di Maria, sono un designer e un innovatore da poco rientrato in Sicilia dopo un decennio di esperienze all’estero. Sono un intraprendente, un imprenditore di riflesso: coltivo una grande passione e senso di inquietudine per le cose che potrebbero essere meglio di ciò che sono, rincorro idee visionarie e contagio con il mio entusiasmo le persone che mi stanno attorno. Credo nel cambiamento, nelle trasformazioni possibili e nell’intelligenza collettiva. Mi occupo di design dei servizi e innovazione sociale, dei problemi della gente e non di quelli del mercato. Punto all’equilibrio tra sociale, ecologico ed economico, alla sostenibilità e non al profitto come unica misura di successo. Il pensiero di un’impresa senza visione a lungo termine mi rattrista. Credo di appartenere a quella categoria di imprenditori sociali o creativi che si innamorano della propria idea o missione, prima ancora di crearci un’impresa sopra, visionari e irragionevoli, di quelli che vogliono cambiare le cose e non solo ‘fare i soldi’.

Tornare in Italia

La domanda più frequente? Sul perché del mio ritorno in Italia. Mi vengono in mente molte metafore e storie ben più famose della mia che narrano come la ‘diaspora creativa’ abbia disperso le intelligenze per il mondo, intelligenze che si mescolano, si contaminano, vivono esperienze e si uniscono alla sapienza locale. Il Siddhartha di Herman Hesse e l’Alchimista di Coelho erano partiti da un posto che chiamavano casa, cercavano qualcosa, inseguivano un sogno. Poi l’illuminazione, il vero tesoro è proprio lì, nel posto dai quali erano partiti, ma che non avrebbero mai scoperto senza prima intraprendere quel viaggio di conoscenza. Il viaggio ci trasforma, tornare alla nostra Itaca vuol dire tornare cambiati, rinnovati (Dante condannò Ulisse all’inferno perché una volta tornato a casa non era cambiato). Roberto Saviano, da poco tornato a parlare apertamente alla propria città dopo quasi sette anni di semi-esilio, in quella Napoli difficile da vivere, ha dichiarato che viaggiare per il mondo è una cosa stupenda, ma mai quanto tornare a casa.

Le sfide

Tornare in Italia vuol dire sfidare le contraddizioni e i limiti congeniti del nostro paese, adattarsi senza rassegnarsi ai problemi del sistema, riscoprirsi professionisti versatili, capaci di cambiare le regole del gioco.

Ma il rientro in Italia non è tutto bianco o nero, dentro o fuori.

La transizione è una delle fasi più interessanti di questo processo. Se cominciamo a vivere appieno il concetto di ‘glocalizzazione’ (pensare in modo globale e agire in modo locale) e ci sentiamo conessi dalla rete che ci rende tutti cittadini del mondo mi verrebbe da dire che in fondo io non sono tornato, adesso sono soltanto altrove e forse non sono neanche mai partito.

Un startup a Londra

Ho apertò una società creativa nel 2008 a Londra, insieme col mio collega Bruno Taylor. Ci occupavamo di design socialmente utile e innovazione nei servizi pubblici. Siamo cambiati nel 2010 e poi di nuovo nel 2012. Uno dei nostri progetti, Flip Yourself è adesso una startup tecnologica con vocazione sociale che lavora con la disoccupazione giovanile. Dopo sei anni a Londra e in seguito al mio trasferimento a Lisbona abbiamo deciso di cambiare ancora, adesso puntiamo al concetto di ‘open community’ e ‘fluid network’ per rendere accessibili le nostre risorse e mettere in rete le idee di molti. La nostra storia si chiama commonground e potete seguire gli sviluppi di questa transizione sul nostro sito http://www.commongroundpeople.com.

Rientro in Sicilia

Adesso è tempo di rimboccarsi le maniche in Sicilia, l’isola delle opportunità mancate, c’è tantissimo lavoro e pochissimo impiego, bisogna inventare, costruire, ‘crospollinare’ e connettere.

Mi appoggio ai colleghi visionari e più esperti di me a The HUB Siracusa, persone che stanno smuovendo le montagne nel sudest dell’isola e in tutto il resto del Mediterraneo, diventando faro per chi ad Itaca ha deciso di tornarci.

Promuoviamo l’innovazione e l’impreditorialità sociale, ci battiamo per il territorio, suggeriamo e sperimentiamo nuovi modelli d’impresa, di gestione della cosa pubblica. Non contento di ciò sto sperimentando anche a Scicli (RG), la mia città natale, patrimonio dell’Unesco e set televisivo del commissario Montalbano, con un nuovo concetto di luogo condiviso: SIKLAB è un laboratorio di progettazione. Cerchiamo di allargare lo spettro della progettazione di spazi, servizi ed eventi puntando sull’interdisciplinareità, i giovani in cerca di opportunità e progettazione partecipata anche di carattere Europeo.

Da questo nuovo spazio in divenire a metà strada tra Africa ed Europa mando a tutti i miei colleghi intraprendenti in cerca di carriera o di avventura un messaggio di coraggio: le vostre aspirazioni e i vostri sogni sono tutti possibili.

Le vostre radici camminano con voi, coltivatele.

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Partecipazione giovanile in politica: l’esempio di “Cantù Rugiada”

E’ con piacere che pubblichiamo questo contributo da parte di Paolo Ferrari, di Cantù Rugiada, lista civica di giovani che si sono presentati alle elezioni comunali l’anno scorso. Cinque di loro sono stati eletti consiglieri. Durante gli ultimi mesi Giovani Italiani Bruxelles e’ stato in contatto con varie associazioni giovanili in Italia. Siamo interessati ad esempi di partecipazione giovanile come la loro. Hanno partecipato al nostro evento al Parlamento Europeo il 28 maggio

Di Paolo Ferrari

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“Allora… come ti accennavo…
abbiamo in mente di fare una lista civica
per le prossime elezioni comunali!
Dai, vieni anche tu!
Insieme possiamo cambiare questa città”

Quando un amico ti fa una proposta del genere, non stai nemmeno a pensarci sopra!
Tu… che al tuo esame di maturità hai scelto il saggio di attualità per poter lanciare qualche velato commento socio-politico!
Tu… che ti sei sempre lamentato di tutte quelle cose che non funzionano nella tua città (e sta erto che non sono poche!)
Tu… che hai sempre sostenuto che le persone devono impegnarsi di più, altrimenti non cambierà mai nulla!
Tu che… lo guardi dritto negli occhi, sorridi e candidamente gli rispondi:

“Grazie, ma non fa per me!”

Cooooosa?
Starete pensando: ma come è possibile?

Eppure è quello che succede! Per me (e non solo) è stato così, ci sono voluti molti caffè e altrettante chiacchierate tra amici per convincermi a prendere parte ad un progetto del genere.

Dalle parole ai fatti, non è mai semplice. Tuttavia è un passo fondamentale.
Oggi sono contento di essermi lasciato coinvolgere nel progetto di Cantù Rugiada e adesso vi spiego anche il perché, scrivo in prima persona ma mi faccio aiutare dai miei compagni di viaggio in quest’esperienza unica.

La Città è la prima trincea in cui combattere la battaglia per una società più giusta. Ma non basta protestare, occorre trasformare la protesta in proposta e impegnarsi per individuare le soluzioni ai problemi.

Con Cantù Rugiada abbiamo capito questo, ad un certo punto occorre metterci la faccia, che tradotto significa: tempo e fatica… ma anche soddisfazioni (o almeno spero!).

Una volta scesi in campo il secondo step consiste nel trovare una schema di gioco adeguato agli obiettivi. Non è semplice individuare una schema condiviso, soprattutto quando si proviene (come noi) da esperienze differenti. Dopo un lungo lavoro di confronto e discussione abbiamo redatto il nostro Manifesto dei Valori, che rappresenta per noi lo sfondo entro il quale stanno le nostre scelte.

Ma anche il Manifesto dei Valori non è stato sufficiente da solo a permetterci di lavorare bene per la città. A quel punto ci serviva un metodo, per questo abbiamo redatto uno Statuto, più semplicemente un insieme di regole, che partendo dai nostri valori ci aiutasse a costruire un meccanismo per prendere le decisioni.

Ora vi starete domandando quali sono questi valori!

Cerco di riassumere: noi crediamo fermamente nei valori della Democrazia e della Partecipazione, e crediamo ancora di più che questi due concetti non siano divisibili, ma che siano reciproci. Una democrazia deve essere partecipata per dare il meglio di sé, e la Partecipazione non può che essere democratica.

Per permettere alle persone di partecipare occorre creare occasioni e ambienti adatti, e per questo stiamo lavorando, ma non basta, e anche necessario che i cittadini percepiscano che la loro partecipazione è importante, perché ha un peso influente sulle decisioni che condizionano le loro vite.

Il senso della nostra esperienza parte da qui, il desiderio di riconsegnare la città alle persone, invitandole a tornare a partecipare.

La politica non può essere lasciata ai professionisti, ma deve essere una faccenda che riguarda tutti i cittadini.

Per noi il significato di Politica è ancora tutto racchiuso nel senso greco della parola, ovvero ciò che riguarda la cosa pubblica.

Mi rendo conto ora, mentre scrivo, che è davvero difficile raccontarvi tutto ciò che siamo (e che vorremmo essere), perché le nostre aspirazioni sono altissime e i progetti per la nostra città si rincorrono innumerevoli.

Potrei stare qui a scrivere per delle ore.
In sostanza: ora abbiamo un gruppo abbastanza numeroso di ragazze e ragazzi che spendono il loro tempo libero per questo progetto civico, cinque di loro sono consiglieri comunali, e stanno in prima linea senza mai tirarsi indietro.

Tutti insieme lavoriamo per concretizzare il nostro programma elettorale, ovvero tutte quello che di buono abbiamo sempre desiderato per la nostra comunità (più spazi verdi, luoghi di aggregazione, una maggiore tutela dei diritti, l’affermazione della legalità, iniziative di sostegno all’occupazione…).

Non è un percorso lineare e privo di ostacoli, ma tutti insieme andiamo avanti, consapevoli che non possiamo restarcene nell’indifferenza e comportarci come le generazioni passate, che ci hanno consegnato la città in cui viviamo.

Data la giovane età e l’inesperienza in campo amministrativo, ci stiamo facendo le ossa e abbiamo moltissimo da apprendere, ma vi assicuro che impariamo in fretta! Capisco solo ora, quanto sia importante interessarsi alla politica, nel senso con cui prima citavo il termine, altrimenti si fa un torto non solo a sé stessi, ma anche agli altri.

Per questo il mio invito, il nostro invito come Lista Civica, è quello di prendere a vostra volta questo impegno laddove vivete per generare quel cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno (soprattutto chi verrà dopo di noi).
Gettiamo le fondamenta per una Società più democratica e partecipe!
Ghe semm!

Paolo Ferrari per Cantù Rugiada

http://rugiadacivica.wordpress.com/

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